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IL DOLORE DA NEVRALGIA DEL TRIGEMINO

IL DOLORE DA NEVRALGIA DEL TRIGEMINO

Scopriamo di cosa si tratta e come si cura con il Prof. Domenico Servello  Neurologo e Neurochirurgo, Responsabile dell’équipe di Neurochirurgia Funzionale all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, da molti anni colonna portante dell’Equipe Medica di Check-Up Centre a lecce.

Il Dolore da Nevralgia del Trigemino. Il trigemino (chiamato anche quinto -V- nervo cranico) ha origine dal tronco celebrale alla base del cervello, e rappresenta la più grande terminazione nervosa all’interno del cranio. In realtà si tratta di una coppia di nervi cranici (uno per ciascun lato del volto),che trasmettono all’encefalo gli stimoli sensitivi e da esso riceve gli impulsi motori.

Da ogni ganglio trigeminale si diramano tre rami:

  • quello superiore (nervo oftalmico, V1) che innerva occhio, fronte, cuoio capelluto e parte frontale del volto;
  • quello medio (nervo mascellare, V2) che innerva guancia, lato del naso, mascella, labbro superiore, palato, denti e gengive
  • quello inferiore (nervo mandibolare, V3) che innerva mandibola inferiore, parte inferiore di labbro, bocca e lingua. Stimola anche il movimento dei muscoli coinvolti nel mordere, masticare e deglutire.

La nevralgia può colpire uno o più rami del nervo trigemino. La diramazione mascellare è coinvolta con maggiore frequenza, mentre il ramo oftalmico è la terminazione meno colpita.

La nevralgia trigeminale è una patologia caratterizzata da dolori a livello del volto in territorio delle branche del nervo trigemino. Le nevralgie trigeminali vengono classificate in tipiche e atipiche.

Nella nevralgia trigeminale tipica il dolore è improvviso, acuto, generalmente a scossa elettrica e insorge spontaneamente o dopo uno stimolo della cute del volto o della mucosa.  Il dolore può essere scatenato da un semplice stimolo tattile sulla cute o si può scatenare con la masticazione o perfino semplicemente con il parlare. Il dolore può essere talmente intenso che i pazienti possono arrivare ad evitare di masticare per alcuni giorni. E’ generalmente unilaterale, con estensione bilaterale in rari casi. 

Nella nevralgia trigeminale atipica il dolore è gravativo e continua con casi di dolore urente.

La nevralgia del trigemino è una patologia non rara ma sicuramente infrequente. L‘incidenza (il numero di nuovi casi per anno) di tale stato morboso cresce con l’età, da 3,7/100.000 abitanti, fra i 40 ed i 49 anni, fino ad arrivare a 25/100.000, fra i 70 e gli ottant’anni. La terapia farmacologica, che si avvale soprattutto di farmaci utilizzati per la cura dell’epilessia, è il trattamento di prima scelta. 

I trattamenti chirurgici volti a risolvere la nevralgia trigeminale rappresentano una seconda linea di azione e trovano generalmente un loro ruolo quando la terapia medica si sia rivelata del tutto o in parte inefficace, talora dopo un periodo prolungato di risultati soddisfacenti. 

Le tecniche chirurgiche si avvalgono di interventi cosiddetti percutanea, oppure gli interventi in fossa cranica posteriore.

Le procedure chirurgiche percutanea sono efficaci nell’immediato, rapide, con tempi di degenza minimi, pressoché prive di rischi, indicate soprattutto in quei pazienti, gli anziani in primis, in cui è controindicato un trattamento maggiore. Il loro limite è costituito dalla transitorietà del risultato e dalle frequenti recidive, che impongono nuovi trattamenti, con ulteriore danno alle fibre nervose e rischio di danni alla sensibilità del volto.

La tecnica di decompressione microvascolare in fossa cranica posteriore è considerato l’intervento di prima scelta nei pazienti giovani perché garantisce un risultato migliore a lunga distanza. E’ da ritenersi un intervento maggiore ma, in centri con esperienza, i rischi sono assolutamente contenuti. Il razionale di tale intervento è legato a quella che viene considerata la causa della nevralgia trigeminale. Si tratta di un conflitto tra un vaso intracranico, generalmente arterioso, e la prima porzione del nervo trigemino, alla sua origine dal tronco dell’encefalo. L’intervento, che consiste in una piccola craniotomia suboccipitale, effettuata con tecnica microscopica, mira alla separazione del vaso dal nervo e viene eseguito in anestesia generale.

Una ulteriore possibilità di trattamento risiede nella cosiddetta radio chirurgia stereotassica. Con tale metodica, una dose ultra concentrata di radiazioni viene convogliata sul nervo trigemino per trattare il dolore. Il limite di tale procedura è che, a differenza della chirurgia, i risultati non sono immediati, le recidive possono essere frequenti e vi è comunque un rischio di danno alla sensibilità del volto. 

Nelle nevralgie atipiche invece, la terapia è solitamente farmacologica. Talora vengono proposti interventi percutanei ma le garanzie di risultato sono modeste.

Approfondimento a cura del Prof. Domenico Servello